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Cattedra Jean Monnet Ad Personam

La Cattedra Jean Monnet “Ad Personam” di European Law of Bioethics (EULaB) è stata conferita nel 2008 (EULaB1) e rinnovata nel 2013 (EULaB2), succedendo alla Cattedra Jean Monnet conferita nel 2003 e al Corso permanente Jean Monnet attivato nel 1997. Dal 2016, EULaB è impegnata nella disseminazione dei risultati scientifici conseguiti nei suoi vent’anni di attività e organizza convegni, promuove iniziative didattiche e sostiene studi e pubblicazioni nel campo della bioetica e del biodiritto.

I convegni di EULaB utilizzano titoli non convenzionali con l'obiettivo prioritario di richiamare l’attenzione del pubblico non specialistico. Riuscendo talvolta ad anticipare l’attualità, i convegni di EULaB hanno avviato in Italia il dibattito bioetico e biogiuridico su alcune materie, come le biobanche e la biologia sintetica.


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Lecce, 30 marzo 2019, Teatro Paisiello

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Migrant-e-s, santé et histoire

Genève, 26 gennaio 2019, Salle Humanités de la Bibliothèque, Faculté de Mèdecine

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Ambiente, Cibo, Acqua: le Migrazioni Polemiche

Palermo, 21 aprile 2018, Orto Botanico

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Trivelle o Xylella? Ambiente salute paesaggio in Puglia ai tempi del turismo di massa

Ostuni, 19 luglio 2017, Masseria Lorizzo

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L'ultima tentazione. Pluralismo religioso, culturale e bioetico

Roma, 22 giugno 2016, Sala delle Conferenze di Palazzo Valentini

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Il medico e lo stregone. Scienza e comunicazione in medicina a 59 anni dalla prima bomba all’idrogeno

Roma, 21 giugno 2016, Sala delle Conferenze di Palazzo Valentini

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Niente di grave, suo marito è incinto. Forme di maternità e desiderio di genitorialità

Roma, 7 giugno 2016, Sala delle Conferenze di Palazzo Valentini

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Imagine All the People. La rappresentazione LGBT nei media

Roma, 17 marzo 2015, Sala delle Conferenze di Palazzo Valentini

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Clonazione da Tiffany. Archeologia della bioetica e futuro della bioeconomia

Roma, 17 dicembre 2013, Sala convegni "Pietro Onida" della Facoltà di Economia, Sapienza Università di Roma

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Il corpo post-umano. Scienza, diritto, società

Pistoia, 30 maggio 2013, "Saletta Incontri" dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia

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Bioetica sotto le stelle

Ostuni, 24 agosto 2011, Masseria Lo Rizzo

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La "via italiana" alla bioetica venti anni dopo (ovvero: Tutto quello che avreste voluto sapere...)

Roma, 7 luglio 2010, Sala delle Conferenze di P.zza Montecitorio, 123/A

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La biologia sintetica. Dal corpo bionico al post-umano, passando per la bioeconomia. Primo convegno nazionale sulla biologia sintetica.

Roma, 15 aprile 2010, Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A

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Dottore, vorrei un corpo bionico! Cibernetica e biorobotica per il potenziamento umano. Primo convegno nazionale sullo human enhancement.

Roma 1° dicembre 2009, Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A

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L’Etica del Nuovo. Nanotecnologie, Neuroscienze, RoboEtica. Primo convegno nazionale sulle tecnologie convergenti.

Roma, 15 luglio 2009, Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A

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Anche le cellule passano le frontiere

Roma, 11 marzo 2009, Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A

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Il rapporto medico-paziente è ancora una alleanza?

Ostuni, 19 agosto 2008, Chiostro di S. Francesco

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Il problema mente-cervello. Filosofia e neuroscienze a confronto

Roma, 20 giugno 2008, Aula “Guglielmo Marconi” del Consiglio Nazionale delle Ricerche

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Verso la rete di biobanche pubbliche e private

Roma, 18 giugno 2008, Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

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La doppia diagnosi nelle dipendenze associate a condizioni patologiche: aspetti etici, medico-scientifici e organizzativo-assistenziali

Roma, 16 giugno 2008, Fondazione di Noopolis

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Sperimentazione animale: l’approccio etico

Roma, 3 giugno 2008, Crowne Plaza Rome-St.Peter’s Hotel & Spa

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La nascita: una doppia speranza. Seconda tavola rotonda sulle cellule staminali cordonali.

Firenze, 16 febbraio 2008, Hotel Paris

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Biobanche di cellule staminali cordonali tra norme comunitarie e disciplina nazionale. Primo convegno nazionale sulle biobanche di cellule staminali cordonali, con il Patrocinio del Comitato Nazionale per la Bioetica.

Roma, 17 maggio 2007, Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

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Il principio di precauzione

Roma, 13 ottobre 2006, Sala del Giubileo dell'Università LUMSA

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Convegno internazionale di studio sulle nanoscienze e nanotecnologie

Roma, 27 giugno 2006, Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

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Valori e valore del corpo umano: biotecnologie e brevettabilità del vivente, con il Patrocinio del Ministero delle attività produttive.

Roma, 25 ottobre 2005, Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

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Primo Convegno internazionale di studio sulla coesistenza tra forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministro delle politiche agricole e forestali.

Roma, 2 marzo 2005, Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

EULaB promuove iniziative didattiche svolte da Atenei e da enti di ricerca, pubblici e privati, quali la Scuola di BioLaw istituita nel 2006 dall'European Centre for Science, Ethics and Law, l’insegnamento di Diritti umani e bioetica istituito nel 2006 dalla Sapienza Università di Roma con il patrocinio del Comitato Nazionale per la Bioetica e il Master di II livello in Bioetica, Biodiritto e Bioeconomia – MB3 istituito nel 2013 dalla Sapienza Università di Roma con il patrocinio di Roma Capitale.

EULaB ha sostenuto la pubblicazione e la diffusione dei seguenti volumi:

Il volume, giunto alla seconda edizione, presenta modifiche sostanziali, ma lascia inalterato, almeno nella forma, l’impianto complessivo. La parte I è dedicata all’esame dei problemi suscitati dal progresso tecnologico per i diritti fondamentali dell’uomo, alla luce dei processi di globalizzazione in atto e degli strumenti giuridici internazionali e comunitari. La parte II è dedicata ai principi ed alle istituzioni del diritto internazionale e comunitario della bioetica. In particolare, il riferimento è al principio di precauzione, esaminato nel suo breve e travagliato ciclo di sviluppo dalla nascita al suo decretato (e per alcuni inconfessabile ed ingombrante) sacrificio sull’altare del “progresso” tecnologico, industriale e commerciale); nonché ai comitati di bioetica ed al loro proliferare, sotto varie forme, in ambito internazionale ed europeo. La parte III esamina, alla luce delle criticità della disciplina giuridica del brevetto biotecnologico e del consolidamento della “bioeconomia”, le applicazioni delle biotecnologie in campo umano, vegetale ed agro-alimentare, nonché la convergenza delle tecnologie emergenti e le conseguenti prospettive in termini di “potenziamento umano” (o human enhancement). La parte IV esamina l’efficacia ed i limiti dei principali strumenti di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo in campo medico e biomedico, quali il consenso informato ed il diritto alla riservatezza, alla luce degli sviluppi della ricerca biomedica e della biomedicina e con attenzione alle tematiche di grande ed attuale rilievo bioetico (stato vegetativo, accanimento terapeutico, “testamento biologico”).
Il volume raccoglie, per la prima volta in Italia, le riflessioni di diversi studiosi sulle nuove dimensioni della corporeità umana prospettate dall’avvento delle converging technologies (nanotecnologie, bioinformatica, robotica), delle neuroscienze e della biologia sintetica.Si tratta di sviluppi tecno-scientifici in grado di rendere possibile il controllo e la modificazione della materia organica a livello delle sue componenti strutturali di base, nonché il cambiamento in profondità, da un lato, delle prestazioni fisiche e intellettuali dell’uomo e, d’altro lato, del rapporto dell’uomo con l’ambiente e le risorse naturali.In un contesto intellettuale e politico in cui, per ragioni storiche e culturali, il dibattito bioetico in Italia appare forzosamente circoscritto al dualismo vita-morte, lo scopo del volume è fare il punto, in modo semplice e comprensibile, su temi che avranno sempre più un significativo impatto collettivo, anche sul modo di concepire la vita, l’attività cognitiva ed il merito individuale, utilizzando una metodologia scientifica di riflessione interdisciplinare e muovendo da diverse prospettive d’indagine: biologica, psicobiologica, neurofisiologica, medica, fisica, ingegneristica e bioingegneristica, filosofica, bioetica, psicologica, storica, giuridica, economica, culturale e comunicativa.L’occasione per le riflessioni esposte nel volume è stata offerta da quattro convegni organizzati dal Centro di studi biogiuridici ECSEL (European Centre for Science, Ethics and Law) tra luglio 2009 e luglio 2010 (luglio 2009: “L’Etica del Nuovo. Nanotecnologie, Neuroscienze, RoboEtica”; dicembre 2009: “Dottore, vorrei un corpo bionico! Cibernetica e biorobotica per il potenziamento umano”; aprile 2010: “La biologia sintetica. Dal corpo bionico al post-umano, passando per la bioeconomia”; luglio 2010: “La via italiana alla bioetica”).
Il Codice presenta una raccolta selezionata di testi che costituiscono un quadro d’insieme esauriente delle risposte fornite dagli organismi internazionali e comunitari alle problematiche bioetiche.La riproduzione dei testi nelle lingue facenti fede risponde all’esigenza degli studiosi di evitare ogni strumentalizzazione semantica di problematiche scientifiche spesso controverse.Inoltre, al fine di avvicinare ulteriormente il lettore alla materia trattata, e per non aumentare la mole della pubblicazione, sono stati indicati i siti internet degli organismi competenti e, per alcuni testi, si è fatto rinvio ad essi. L’auspicio è che il risultato di tale lavoro si riveli utile non solo per acquisire con maggiore facilità gli elementi necessari alla corretta definizione del significato e della portata degli atti e dei documenti rilevanti per la materia considerata, ma anche per caratterizzare il “Codice del diritto internazionale e comunitario della bioetica” quale strumento oggettivo di informazione scientifica. Il volume è stato pubblicato nell’ambito delle attività scientifiche realizzate dalla Cattedra Jean Monet Ad Personam di Biodiritto della Commissione europea e costituisce il primo codice italiano di diritto internazionale e comunitario della bioetica.
Che cosa significa, propriamente, precauzione? Quale è il fondamento del principio di precauzione? Come rendere compatibili le istanze della tecno-scienza con le esigenze etiche, giuridiche e politiche? Quali le implicazioni sul piano applicativo? A queste ed altre domande ha cercato di fornire risposta il Convegno internazionale di studi che si è tenuto in Roma, il 13 ottobre 2006, presso la Sala del Giubileo dell’Università LUMSA. Il Convegno, parte integrante delle attività condotte nell’ambito del Programma di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) “Il principio di precauzione. Profili giuridici, bioetici e filosofici”, coordinato dal prof. Luca Marini, è stato organizzato dal Centro di studi biogiuridici internazionali “ECSEL” e dal Centro di studi biogiuridici della LUMSA, con il sostegno della Cattedra Jean Monnet di Diritto materiale europeo e della Cattedra di Tutela internazionale dei diritti dell’uomo e bioetica (patrocinata dal Comitato Nazionale per la Bioetica) della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il presente volume raccoglie il materiale congressuale e le relazioni tenute al Convegno, nonché i contributi elaborati, con approcci diversi e con diverse competenze, da alcuni tra i più noti studiosi italiani e stranieri dell’argomento.
Nell’arco di pochi mesi, tra il 2004 e il 2005, la sfiducia mostrata dai consumatori europei nei confronti degli OGM e dei prodotti da essi derivati è sembrata gradualmente scemare. Le campagne pubblicitarie dei prodotti alimentari non sono più incentrate sul messaggio “OGM-Free”, i prodotti agricoli e alimentari geneticamente modificati non sono più contrapposti a quelli “di qualità” (e viceversa) e nessuno (o quasi) si preoccupa più di sapere se i produttori utilizzino materie prime o ingredienti geneticamente modificati (salvo il contingente ed estemporaneo risalto mediatico fornito a scandali tanto eclatanti quanto selezionati). Tale atteggiamento appare del resto in linea con la tendenza, in via di consolidamento in Europa, ad accettare come inevitabili i potenziali rischi insiti nell’innovazione tecnologica, come dimostra il clima di grande attesa che circonda le applicazioni sull’uomo delle moderne tecnologie. Il momento di passaggio tra i due atteggiamenti evocati può forse essere ricondotto all’adozione delle misure comunitarie e nazionali ispirate alla “coesistenza” tra OGM e altre forme di agricoltura, che hanno in qualche modo “imposto” alle colture tradizionali, a partire dal 2003, di fare spazio a quelle derivate dalle moderne biotecnologie vegetali, superando così l’approccio fondato sulla “segregazione” degli stadi e degli spazi produttivi. Al tema della coesistenza tra forme differenti di agricoltura ed ai paradossi bioetici, biogiuridici e biopolitici suscitati dalla diffusione degli OGM, è stato dedicato il Convegno internazionale organizzato dal Centro di studi biogiuridici internazionali ECSEL, che si è tenuto a Roma il 2 marzo 2005, presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero delle politiche agricole e alimentari. Il Convegno, facente parte integrante delle attività condotte nell’ambito del Programma di ricerca di interessa nazionale (PRIN) “Il principio di precauzione. Profili giuridici, bioetici e filosofici”, è stato organizzato con il sostegno della Cattedra Jean Monnet di diritto materiale europeo della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il volume, pubblicato dalla Giuffrè nel 2007 nella collana “Quaderni della Rivista giuridica dell’ambiente”, raccoglie i materiali congressuali e le relazioni tenute al Convegno, nonché i contributi elaborati, con approcci diversi e con diverse competenze, da alcuni tra i più noti studiosi italiani e stranieri dell’argomento.
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Convegno internazionale di studi sulla coesistenza tra forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica, Giuffrè, 2007.
La nascita di un interesse diffuso per la bioetica (e, parimenti, la nascita di una certa biopolitica) ha contribuito a portare il dibattito sul ruolo di pubblica utilità della scienza moderna al di fuori dei ristretti confini della comunità scientifica e ha avviato, al contempo, un articolato e non sempre trasparente dialogo tra scienza e società civile. Ciò ha condotto anche le istituzioni intergovernative ad elaborare un numero ormai considerevole di atti e documenti dedicati alla biomedicina, alcuni dei quali sono ben noti oltre la cerchia degli studiosi del diritto internazionale. Dal punto di vista temporale, tali atti possono suddividersi in due categorie: quelli posti in essere fino alla fine degli anni Novanta del Novecento, ed espressamente dedicati alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo nei riguardi delle applicazioni della biomedicina; e quelli elaborati dal momento in cui talune applicazioni della ricerca biomedica (segnatamente: la c.d. clonazione terapeutica) hanno dischiuso prospettive applicative potenzialmente straordinarie, lasciando chiaramente trasparire un certo favor nei confronti della libertà di ricerca e di sperimentazione e, parallelamente, una certa diffidenza verso l’introduzione di eventuali limiti (e controlli) etico-giuridici di tali attività. In un contesto sempre più globalizzato, la bioetica e la biogiuridica sono diventate ineludibili complementi della vita associativa e della biopolitica contemporanee ed investono non più solo i compiti e le responsabilità dello Stato in materia di tutela della salute e di progresso della biomedicina, ma anche il collegamento tra libertà individuali e legami sociali in una prospettiva finalistico-programmatica volta ad ispirare i contenuti di specifici programmi d’azione pubblica e di interventi legislativi ad hoc. Il volume vuole fornire un contributo alla comprensione, per il lettore italiano, della tensione bioetica e degli aspetti biogiuridici che caratterizzano un corpus crescente di atti internazionali, destinato ad incidere sempre più sulle legislazioni interne. La suddivisioni in parti corrisponde all’intento di illustrare, dopo l’Introduzione dedicata al contesto culturale in cui è nata la bioetica ed alla pluralità delle concezioni bioetiche che ha pervaso la società contemporanea, il rilievo assunto oggi dai diritti fondamentali di nuova generazione, quei diritti dell’uomo, cioè, sorti proprio dallo sviluppo della biomedicina e dalle applicazioni delle moderne tecnologie biomediche (Parte I). Le altre parti del volume, dedicate ai principi, alle istituzioni ed alle norme internazionali della biogiuridica, esaminano invece le risposte che il diritto, non solo positivo, fornisce alle provocazioni della bioetica, nella specifica prospettiva dell’ordinamento internazionale e comunitario (Parte II, III e IV).Il volume, pubblicato da Giappichelli nel 2006, costituisce il primo manuale italiano di diritto internazionale e comunitario della bioetica.
Due sembrano essere i percorsi delle dinamiche globali che caratterizzano la Risikogesellshaft contemporanea: il primo percorso, vizioso, è caratterizzato dalla rincorsa del profitto, espressa soprattutto dall’adozione di processi agroindustriali particolarmente intensivi, dal degrado della qualità ambientale e della sicurezza alimentare, dal ricorso crescente alle manipolazioni genetiche, dall’impoverimento della diversità biologica e culturale, dall’erosione delle garanzie sociali. Il secondo percorso, virtuoso, è invece caratterizzato dall’aspirazione a godere della ricchezza e della diversità dell’habitat terrestre, salvaguardando al contempo l’ambiente naturale e formando responsabilmente le coscienze in merito alla portata dei c.d. common concerns, di quelle preoccupazioni, cioè, che investono l’intero genere umano. Il confronto tra tali differenti dinamiche sembra finalmente avere fatto maturare la consapevolezza della gravità e della irreversibilità dei danni all'ambiente ed alle generazioni future che potrebbero derivare dall’assunzione di comportamenti non rispettosi dei principi di prudenza e di precauzione. In tale prospettiva di sviluppo si colloca il volume, che si avvale delle conclusioni del Convegno organizzato dalla Federazione Nazionale “Pro Natura” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel novembre 2003. Il volume è stato pubblicato nel 2005 nella collana di Franco Angeli “Prometheus”, fondata da Paolo Bisogno e diretta da Bruno Silvestrini e Roberto Bisogno.
Il volume si articola idealmente in due parti: la prima è incentrata sull’esame degli strumenti di analisi sociale che concorrono a sviluppare la percezione dei rischi collegati al progresso tecnico-scientifico e che forniscono, tanto sul piano etico quanto sul piano propriamente organizzativo, le risposte più adeguate di fronte all’accentuarsi dei “rischi incerti” nella società contemporanea. In tale prospettiva, particolare attenzione è prestata alla definizione ed alla qualificazione giuridica del principio di precauzione nel diritto internazionale e comunitario. Nella seconda parte del volume sono invece esaminati gli strumenti giuridici volti alla gestione dell’incertezza scientifica in uno specifico ambito di riferimento, quello delle biotecnologie agro-alimentari, che appare di paradigmatica complessità ai fini della tutela dell’ambiente e della salute umana, animale e vegetale, anche alla luce degli sviluppi del contenzioso internazionale e comunitario in materia di OGM. In questo ambito è evidenziata la diversità di approccio che caratterizza e contrappone gli strumenti internazionali a quelli comunitari, che a sua volta riflette ed amplifica le diverse posizioni assunte in materia di precauzione e di sicurezza alimentare dagli Stati Uniti d’America e dall’Unione europea. Il volume, inserito nella collana della CEDAM “Studi e documenti sulle Comunità europee”, fondata e diretta da Antonio Tizzano, è stato pubblicato nel 2004 con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della "Cattedra Jean Monnet di diritto materiale europeo" della Facoltà di economia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.